Polizza multiramo, una cassaforte per la famiglia

«Ho la fortuna di lavorare da oltre cinque anni nel Gruppo Cnp in Italia, azienda dedicata alla tutela e allo sviluppo della persona e dei suoi progetti di vita». Con queste parole inizia l’intervista a Paolo Fumo, cco di Cnp Vita Assicura, che affronta il tema delle polizze multiramo come strumento di grande utilità nell’asset protection e nei trasferimenti generazionali.

Come stanno cambiando gli italiani all’interno della struttura familiare?

«Il valore dell’offerta assicurativa nel lavoro di un consulente finanziario parte dall’analisi della struttura del contesto familiare italiano, che si è modificata nel corso degli ultimi 30 anni e ha portato il nostro Paese a invertire completamente il trend, ormai sempre più in discesa, del numero dei matrimoni, delle nascite e della creazione di nuovi nuclei familiari allargati, non sempre giuridicamente riconosciuti e tutelati».

Ma perché ciò è così importante?

«Quando parliamo di prodotti bancari, finanziari e assicurativi, intendiamo i servizi che si posizionano some soluzioni a necessità del cliente e non possiamo non tenere in considerazione l’individuo calato all’interno della società di appartenenza, sebbene la normativa Idd con la Pog abbia già tracciato questa strada a partire dal design del prodotto e di quanto ciò possa influire sui suoi bisogni e sulle sue scelte. Dunque, nella gestione del patrimonio del cliente è giusto tenere a mente che la pandemia non ha intaccato solo la confidence nell’investire i propri risparmi, con il consequenziale aumento della liquidità sui conti correnti, ma anche la sua sfera privata».

Qual è il ruolo della consulenza assicurativa nei confronti di un cliente private/wealth?

«La consulenza assicurativa a un cliente private/wealth deve prendere in considerazione un ventaglio di portatori d’interesse che girano intorno alla persona e al suo patrimonio (coniuge, figli, parenti e attività imprenditoriali) che oggi può variare alla luce di quanto abbiamo affermato e del venir meno di una struttura familiare tradizionale. Tutto ciò condiziona le scelte che prende. Il cliente ha ora una maggiore consapevolezza del futuro e cerca di finalizzare la crescita del suo patrimonio a tutela del suo progetto di vita. Pensare al futuro, vista l’età media della distribuzione del risparmio in Italia, vuole dire anche affrontare tematiche legate al passaggio generazionale».

Qual è l’interesse dei clienti nei confronti del passaggio generazionale?

«Sicuramente i clienti, grazie ai loro consulenti, stanno valutando tematiche legate al passaggio generazionale, ma spesso ci si limita a badare più alla crescita del patrimonio che alla sua protezione. Solo una successione su 10 è definita da un testamento e questo “vincolo culturale” può essere rimosso anche tramite una consulenza di valore con soluzioni assicurative del mondo vita anche tramite Cnp Vita Assicurazione, che permettono di scegliere la destinazione del proprio patrimonio disponibile. Un’ulteriore riflessione riguarda l’orizzonte temporale dell’investimento lungo il ciclo di vita del cliente, che è una dimensione chiave che evidenzia l’importanza delle soluzioni assicurative che, per loro natura, sono a medio e lungo termine. In particolar modo, una soluzione assicurativa multiramo può generare risultati sorprendenti, sia per la capacità di produrre risultati finanziari superiori a parità di investimenti sottostanti della componente di ramo terzo, sia per l’accentuata vocazione alla protezione e al trasferimento dei risparmi della famiglia rafforzata dalla componente di ramo primo».

Da questo punto di vista, che cosa può offrire una soluzione multiramo?

«Per agevolare la comprensione di queste motivazioni che individuano una delle soluzioni nella multiramo, si distinguono tre diverse fasi nella pianificazione patrimoniale: 

• la fase di gestione, finalizzata ad accrescere i risparmi in coerenza con il profilo di rischio/tempo del cliente;

• la fase di protezione, diretta a tutelare i risparmi da rischi di aggressione patrimoniale;

• la fase di trasferimento della ricchezza, volta ad agevolare il passaggio generazionale dei risparmi familiari.

Le polizze multiramo godono di un trattamento fiscale favorevole per almeno tre fattori:

• in caso di switch da un fondo sottostante a un altro per la componente di ramo terzo non è applicabile l’imposta del 26% che invece grava sul realizzo in caso di investimento diretto in fondi comuni;

• l’imposta di bollo dello 0,20% applicata ai fondi comuni è differita per la componente di ramo terzo ed esente per quella di ramo primo;

• rispetto all’investimento diretto in fondi, la componente di ramo terzo consente di compensare la plusvalenza (Nav positivo) di un organismo con la minusvalenza (Nav negativo) di un altro organismo.

Le famiglie italiane hanno sempre più bisogno di consulenti finanziari in grado di raccomandare soluzioni di investimento coerenti rispetto alle esigenze familiari sentite lungo tutto il ciclo di vita. Queste soluzioni di matrice finanziaria e assicurativa si devono integrare pienamente in un coerente mix di portafoglio dove le componenti assicurative ricoprono un ruolo strategico. Le variabili da prendere in considerazione per dosare al meglio il mix sono molteplici e di varia natura e devono tenere conto della composizione del nucleo familiare, della professione dei suoi componenti, degli eventi che caratterizzano il ciclo di vita (nascita dei figli, acquisti di immobili, matrimoni…), degli aspetti strettamente finanziari, dei fattori legali e dei correlati impatti fiscali. L’orizzonte temporale dell’investimento lungo il ciclo di vita, tuttavia, rimane probabilmente la dimensione chiave per determinare la prevalenza delle soluzioni assicurative su quelle finanziarie. Un fondo comune si può fare preferire in un’ottica di breve termine, mentre in una di medio e lungo termine una soluzione assicurativa multiramo può generare risultati sorprendenti, sia per la capacità di produrre risultati finanziari superiori a parità di investimenti sottostanti della componente di ramo terzo, sia per l’accentuata vocazione alla protezione e al trasferimento dei risparmi della famiglia rafforzata dalla componente di ramo primo».

Potrebbe fare un esempio concreto?

«Per determinare concretamente i differenti impatti che questi trattamenti possono produrre sui risparmi delle famiglie potremmo utilizzare il cosiddetto Metodo Montecarlo e, con l’ausilio di un motore di calcolo, i possibili risultati a 5, 10 e 20 anni, di due forme di investimento con medesimo sottostante prescelte dall’ipotetico cliente Mario Rossi di 52 anni: 

• la componente di ramo terzo di una multiramo che investe in un certo numero di fondi comuni;

• gli stessi fondi comuni acquistati direttamente.

In entrambi i casi si ipotizza un portafoglio di 200.000 euro con rendimento atteso del 3% e una volatilità del 5% così composto: 10% flessibile, 15% azionario, 40% obbligazionario, 20% bilanciato, 15% liquidità-monetario.  Vengono infine previsti due switch all’anno e un costo di gestione più alto dello 0,3% sulla componente di ramo terzo della multiramo. Mentre nei primi anni la differenza di risultato appare molto contenuta, dopo soli cinque anni il montante generato dalla componente di ramo terzo della multiramo risulta superiore rispetto a quello prodotto dai singoli fondi di 11.357,83 euro e dopo 10 anni di 27.605,23,con una differenza del 7,74% nel primo caso e del 18,29% nel secondo. Dopo 20 anni emergerebbero differenze ancora più marcate: il montante generato dalla componente di ramo terzo della multiramo ammonterebbe a 439.561,72, mentre quello generato dai fondi si fermerebbe a 337.059,34 con una differenza di 102.502,38 pari al 51,25%. A queste evidenze si deve poi associare il contributo offerto dalla componente di ramo primo totalmente esente da imposta di bollo».

Nella pianificazione patrimoniale, che cosa è la fase di protezione?

«Per selezionare le soluzioni più efficaci nella detenzione della ricchezza lungo il ciclo di vita, è necessario considerare anche la loro vocazione alla protezione patrimoniale, che nel contesto economico e normativo odierno riveste un ruolo cruciale. Negli ultimi anni sono infatti cresciuti i rischi professionali, come quelli da responsabilità derivanti dall’esercizio dell’attività lavorativa, quelli legati alle responsabilità degli imprenditori introdotte dalla nuova disciplina sulla crisi d’impresa e gli impatti patrimoniali delle controversie familiari legate a separazioni, divorzi o conflitti tra eredi. L’art.1923 del codice, infatti, sancisce che le somme dovute dall’assicuratore al contraente o al beneficiario non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare.  Sono salve, rispetto ai premi pagati, le disposizioni sulla revocazione degli atti compiuti in pregiudizio dei creditori e degli eredi. È importante segnalare anche l’orientamento della Suprema Corte di Cassazione sul tema dell’impignorabilità e l’insequestrabilità delle polizza vita che da una parte conferma la vocazione per i casi di risarcimento dei danni sul professionista e di insolvenza dell’impresa e dall’altra ricorda che la polizza vita attiene esclusivamente alla definizione della garanzia patrimoniale ricompresa nella disciplina civile e in nulla tocca la disciplina della responsabilità penale, nel cui esclusivo ambito ricade invece il sequestro preventivo. Insomma, la polizza multiramo può proteggere dai rischi professionali e da quelli d’impresa, ma non in presenza di una responsabilità penale. In questi casi l’insequestrabilità della polizza decade. Attenzione, infine, ai tempi della protezione patrimoniale: una polizza multiramo sottoscritta da un imprenditore già debitore di terzi o da un professionista dopo un conclamato errore professionale non può essere considerata impignorabile e insequestrabile.  L’impignorabilità della polizza è garantita, cioè, se e solo se è stata sottoscritta in bonis».

Quindi inserire per tempo  nel proprio portafoglio una polizza multiramo è importante.

«Da questa visuale può risultare davvero decisiva la scelta di inserire per tempo nel portafoglio una polizza multiramo come cassaforte a vita intera dei propri risparmi in considerazione della marcata vocazione alla protezione riconosciuta dall’ordinamento nostrano allo strumento assicurativo. Ipotizzando, infatti, che l’ipotetico cliente Mario Rossi, cui ci siamo precedentemente riferiti,  all’età di 62 anni, dopo cioè 10 anni dall’attivazione delle due soluzioni di investimento a matrice finanziaria e assicurativa, subisca una causa di risarcimento danni per inadempienza contrattuale, il montante di  290.157,95 euro maturato con la multiramo risulterebbe protetto, mentre quello di 262.552,72 generato dai fondi comuni potrebbe essere pignorato per garantire gli interessi dei creditori».

A cosa corrisponde invece la fase di trasferimento?

«Spesso non valutiamo i vantaggi assicurativi che il nostro sistema giuridico fiscale riconosce alle forme di investimento assicurativo. Il dibattito sulla riforma successoria è acceso in tutta Europa: basti pensare alle ripetute raccomandazioni che la Commissione Ue e il Fondo Monetario Internazionale hanno rivolto ripetutamente all’Italia e a tutti i paesi che hanno bisogno di una forte ripresa economica, in parte alimentata da una riduzione delle imposte sui redditi e un aumento di quelle che gravano sui patrimoni. Del resto, a eccezione dei paesi privi di imposta come l’Austria, la Norvegia e la Svezia, nella maggioranza dei casi, i patrimoni europei subiscono il pagamento d’imposta nel passaggio del testimone. In Francia le aliquote variano in base al valore dell’eredità e oscillano dal 5% al 40% per i parenti in linea diretta: ad esempio, per beni dal valore compreso tra 15.000 e 550.000 euro un figlio paga il 20% oltre la franchigia di 100.000 euro. In Germania, sempre in base al valore dei beni ereditati, le aliquote variano dal 7% al 30% per parenti stretti, dal 15% al 43% per parenti di secondo grado e dal 30% al 50% per altri soggetti. Nel Regno Unito l’aliquota sulle successioni è del 40%, mentre in Spagna e in Belgio le aliquote sono anche superiori. Insomma, in Europa sono previste imposte a doppia cifra che aumentano all’aumentare delle consistenze patrimoniali e diminuiscono per i parenti più prossimi. Attualmente, in Italia l’imposta di successione si basa su quattro aliquote e due soglie di esenzione che variano a seconda del grado di parentela: il coniuge e i parenti in linea retta pagano il 4% sul valore dell’eredità, con una franchigia di 1 milione di euro, mentre per i fratelli e le sorelle l’aliquota sale al 6% e la franchigia è abbattuta a 100.000 euro. I parenti più lontani e gli estranei pagano rispettivamente il 6% e l’8%, senza beneficiare di alcuna soglia di esenzione. Anche alle nostre latitudini, tuttavia, ci potremmo aspettare alcuni inasprimenti. Negli ultimi anni sono state infatti presentate diverse proposte di riforma dell’imposta di successione. In ogni proposta sono state previste aliquote a doppia cifra e franchigie di qualche centinaio di migliaia di euro».

Come valuta il regime fiscale dei prodotti assicurativi di investimento e vita?

«Le famiglie che intendono cogliere le potenzialità dell’attuale più favorevole regime fiscale devono dunque pianificare per tempo l’assegnazione dei loro beni. Una polizza multiramo, a differenza di un fondo comune o di altri strumenti finanziari, permette la designazione del beneficiario, che, come accennavamo, assume rilevanza come dichiarazione con dignità testamentaria, possiede la capacità di creare quota disponibile e assegnare la parte liquida dei patrimoni di famiglia in esenzione dalle imposte di successione. Il montante maturato dal fondo comune di investimento, invece, oltre a rientrare nell’attivo ereditario per il calcolo delle imposte di successione, in assenza di testamento, rientrerebbe nella comunione ereditaria e “costringerebbe” gli eredi a trovare un accordo di spartizione anche in considerazione degli altri asset di ricchezza che fanno parte del patrimonio ereditario. Tornando al nostro caso e ipotizzando che successivamente si apra la successione di Mario Rossi, i 200.000 euro investiti 20 anni prima al netto delle imposte sui rendimenti finanziari in fondi comuni produrrebbero un montante di 309.647,47 euro, mentre quello generato dalla multiramo si attesterebbe a 377.275,67. Inoltre il montante maturato nel fondo comune in caso di superamento dell’attivo ereditario delle franchigie previste dalla legge sarebbe da sottoporre nella migliore delle ipotesi a imposta di successione secondo lo schema impositivo attuale pari al 4%, 6% e 8%. Nell’ipotesi in cui la successione si apra dopo l’approvazione della tanto discussa riforma fiscale d’inasprimento, lo schema impositivo potrebbe essere molto più allineato a quello dei principali paesi della Ue». 

Una riflessione finale sugli strumenti assicurativi nella gestione di un patrimonio?

«Molteplici potrebbero essere le considerazioni che possono spingere all’adozione di strumenti assicurativi nella gestione di un patrimonio, ma vorrei chiudere queste riflessioni stimolando a proteggere anche il capitale umano dei clienti, un asset da tutelare almeno alla stregua degli asset mobiliari. Aiutare a comprendere le conseguenze economiche di un evento inaspettato deve essere un’utile attività della consulenza finanziaria e assicurativa olistica, che renderà ancora più forte il rapporto di fiducia con i clienti».

 

Pinuccia Parini

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Responsabile Clienti Istituzionali Fondi&Sicav

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