Le aziende asiatiche tra le protagoniste dell’innovazione it
In un’epoca di grandi cambiamenti tecnologici, Be Private ha chiesto a Roberta Gastaldello, managing director, head of financial intermediaries – Italia di Capital Group quale sia il contributo delle aziende asiatiche a questo sviluppo e le prospettive future per una regione in forte crescita, dove l’information technology (It) riveste un ruolo di rilievo.
Qual è il ruolo della tecnologia asiatica nel contesto globale?
«La tecnologia riveste un ruolo centrale nel panorama economico asiatico, ma la sua importanza va ben oltre i confini regionali. Le aziende tecnologiche del continente sono fondamentali per l’innovazione e la trasformazione globale. Molte delle mega-tendenze che caratterizzano il mondo odierno, come l’intelligenza artificiale (Ai), i veicoli elettrici e i servizi finanziari digitali, sono alimentate da società con sede in Asia. Ad esempio, il boom globale dell’intelligenza artificiale dipende in larga misura dall’hardware avanzato prodotto da una manciata di imprese come Tsmc e Sk Hynix, rispettivamanete a Taiwan e in Corea. Nel settore dei veicoli elettrici, la Cina è leader con aziende come Byd e Catl, che dettano il passo nella tecnologia delle batterie e dei veicoli elettrici. Le popolazioni asiatiche, numerose, giovani e sempre più connesse, creano inoltre un terreno fertile per l’innovazione nel campo della fintech e dell’e-commerce. Questi mercati sono spesso poco serviti e offrono un notevole potenziale di crescita per le principali piattaforme digitali. Allo stesso tempo, le società tecnologiche asiatiche devono affrontare molte delle sfide che affliggono l’industria globale: aumento del protezionismo, interruzioni della catena di approvvigionamento e un panorama geopolitico più complesso. Tuttavia, queste pressioni stanno anche stimolando una maggiore innovazione, il sostegno politico e la resilienza competitiva in tutta la regione».
Quali paesi sono più competitivi in questo settore e con quali prodotti?
«Diverse regioni asiatiche si distinguono per i loro punti di forza nel settore It. Taiwan e Corea del Sud sono leader mondiali nella produzione di semiconduttori e tecnologie di memoria, con aziende come Tsmc, Samsung e Sk Hynix che svolgono un ruolo fondamentale nella catena di approvvigionamento globale. La Cina è altamente competitiva nell’intelligenza artificiale e negli ecosistemi internet, grazie alle sue dimensioni, alla ricchezza di dati e alle solide piattaforme nazionali. L’India eccelle nei servizi It e nello sviluppo di software, sfruttando il suo vasto bacino di talenti e la sua infrastruttura di outsourcing matura. Singapore e Vietnam stanno emergendo come hub strategici all’interno della più ampia catena di approvvigionamento tecnologico, offrendo ambienti favorevoli all’innovazione e capacità tecniche in crescita. Il vantaggio competitivo di ciascun paese è determinato da una combinazione di fattori: la profondità e la qualità del suo bacino di talenti, il sostegno delle politiche governative e la maturità dei suoi ecosistemi tecnologici locali».
Quali rischi e opportunità comporta la forte esposizione al settore dei semiconduttori?
«Il settore dei semiconduttori offre opportunità interessanti, soprattutto alla luce dell’accelerazione della rivoluzione dell’intelligenza artificiale: la domanda di chip avanzati, in particolare Gpu e acceleratori di Ai, è in forte aumento con la diffusione di questa tecnologia in settori quali la sanità, l’automotive e l’automazione industriale. Le aziende asiatiche come Tsmc sono potenzialmente in una posizione strategica per trarne vantaggio, con molti leader tecnologici globali, tra i quali i “Magnifici sette” (Meta, Apple, Amazon, Nvidia, Microsoft, Tesla, Google), che si affidano alle capacità produttive all’avanguardia di Tsmc per alimentare le loro ambizioni nel campo dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, questa esposizione comporta anche alcuni rischi. Il settore dei semiconduttori è intrinsecamente ciclico, con periodi di eccesso di offerta e forti correzioni delle scorte. Le tensioni geopolitiche e i dazi commerciali aggiungono ulteriori incognite. Sebbene le principali società produttrici di hardware mantengano spesso il potere di determinare i prezzi e stiano attivamente diversificando le catene di approvvigionamento per mitigare questi rischi, l’imprevedibilità del commercio globale rimane una preoccupazione».
Ritiene che l’Asia possa adottare l’Ai più rapidamente rispetto ad altre parti del mondo?
«L’Asia, in particolare Taiwan, Cina e Corea del Sud, presenta diversi vantaggi strategici che potrebbero consentire un’adozione più rapida dell’Ai rispetto ad altre regioni. I più importanti sono ecosistemi tecnologici maturi in settori chiave, un forte sostegno da parte dei governi, un ampio bacino di talenti tecnici e investimenti sostanziali nelle infrastrutture e nella ricerca nel campo dell’Ai. Sebbene permangano sfide, come le restrizioni statunitensi sui semiconduttori e gli ostacoli normativi, l’enfasi della regione sull’innovazione e la crescente spinta verso l’autosufficienza la posizionano come una forza potente nel panorama globale dell’intelligenza artificiale. La capacità dell’Asia di crescere rapidamente, unita alla sua attenzione all’Ai applicata in tutti i settori, suggerisce che potrebbe essere tra i primi protagonisti nel plasmarne la prossima ondata di trasformazione».
Da quale punto di vista?
«Taiwan vanta un ecosistema unico, solido e strategicamente importante nel panorama globale dell’Ai. La sua forza risiede in una combinazione di infrastrutture di livello mondiale, una forza lavoro altamente qualificata e orientata all’ingegneria e una cultura dell’innovazione profondamente radicata. Questa sinergia ha permesso a Taiwan di diventare un hub fondamentale per la produzione avanzata di semiconduttori e per le tecnologie che abilitano l’Ai. La profondità e la maturità del suo ecosistema, in particolare in settori come la progettazione di chip, la fabbricazione e l’integrazione della catena di fornitura, rendono eccezionalmente difficile per altre regioni replicarlo o sostituirlo. La Corea del Sud sta emergendo come una forza importante nell’Ai, sostenuta da investimenti coordinati, sia del governo, sia del settore privato. L’esecutivo coreano ha annunciato una strategia di investimento su larga scala, che prevede circa 25 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo dell’Ai entro il 20261. Questi capitali mirano a migliorare le capacità in settori quali Gpu, modelli linguistici di grandi dimensioni e sviluppo di semiconduttori specifici per l’Ai. Anche diversi altri paesi asiatici stanno dimostrando la loro leadership in questo ambito: Singapore si distingue per l’enfasi posta sulla sicurezza e la governance dell’Ai, stabilendo parametri di riferimento globali nei quadri normativi. L’India è al secondo posto dopo la Cina per tassi di adozione dell’Ai, con un’implementazione diffusa in tutti i settori industriali e un fiorente ecosistema di startup. Il Giappone continua a investire nella ricerca sull’Ai e nella robotica, sfruttando i propri punti di forza nell’ingegneria di precisione e nell’automazione. Insieme, questi paesi contribuiscono a un panorama dell’Ai diversificato e dinamico in tutta l’Asia, apportando ciascuno i propri punti di forza unici al dibattito globale».
Che cosa ci insegna il caso DeepSeek? Quanto è competitiva la Cina nel campo dell’Ai?
«All’inizio di quest’anno, DeepSeek, una startup cinese poco conosciuta, ha stupito i mercati globali con il rilascio del suo modello di formazione open source di intelligenza artificiale, spostando l’attenzione dagli Stati Uniti come leader nella corsa a questa tecnologia. In pochi giorni, DeepSeek ha superato ChatGpt nei download nell’app store di Apple. È stato un momento cruciale. La società ha dimostrato che la Cina è in grado di innovare anche in condizioni di forte limitazione, senza fare affidamento su semiconduttori di ultima generazione. DeepSeek è diventata un simbolo della fiducia del Dragone in questa tecnologia e una forza formidabile nella corsa globale all’Ai. Ciò ci ricorda che, nonostante le differenze di valutazione, l’innovazione tecnologica all’avanguardia non esiste solo tra le aziende statunitensi. La Cina sta compiendo rapidi progressi in questo ambito grazie al forte sostegno del governo e a iniziative strategiche come la direttiva “Ai+”, che mira a integrare l’intelligenza artificiale in settori chiave entro il 2030. Il Paese beneficia di un vasto bacino di ingegneri specializzati nell’intelligenza artificiale ed è leader mondiale nella produzione di ricerca in questo campo: aziende nazionali come Alibaba, Tencent e Bytedance sono all’avanguardia, sostenute in parte dalle dinamiche geopolitiche e dalle restrizioni sui modelli di Ai stranieri. L’adozione di questa tecnologia in Cina sta accelerando sia nel segmento aziendale, sia in quello consumer, con dirigenti di alto livello che guidano la rapida implementazione dei progetti che vanno in tale direzione. Il Paese è anche leader mondiale nel numero di brevetti depositati nel campo dell’Ai, a sottolineare il suo impegno verso l’innovazione e la leadership a lungo termine in questo settore».
In quale misura l’It sta contribuendo alla transizione verde in Asia?
«Il settore It in Asia ha il potenziale per contribuire alla transizione verde attraverso progressi e innovazioni nelle tecnologie per l’energia pulita e l’efficienza energetica, sostenendo al contempo la decarbonizzazione e la modernizzazione dei data center. La tecnologia per l’energia pulita sostiene la transizione verde consentendo soluzioni a basse emissioni di carbonio, come i sistemi di energia rinnovabile, le reti intelligenti e gli edifici efficienti dal punto di vista energetico che riducono la dipendenza dai combustibili fossili. In particolare, l’innovazione è guidata dalle tecnologie di accumulo di energia pulita in tutta l’Asia, sotto forma di batterie avanzate agli ioni di litio e allo stato solido, che sono fondamentali per stabilizzare l’approvvigionamento di energia rinnovabile e consentire la flessibilità della rete. Le soluzioni di rete intelligente alimentate da Iot (internet of things) e Ai vengono implementate per ottimizzare la distribuzione dell’elettricità e ridurre le perdite di trasmissione. Questi sistemi consentono il monitoraggio in tempo reale e la manutenzione predittiva, che possono migliorare l’efficienza della rete. Le aziende giapponesi e sudcoreane stanno guidando gli sforzi per digitalizzare le infrastrutture energetiche, rendendo l’energia pulita più affidabile e scalabile. Ma l’utilizzo dell’intelligenza artificiale continua a guidare la domanda di capacità dei data center, portando una maggiore attenzione al consumo energetico all’interno delle infrastrutture digitali. Una soluzione risiede nello sviluppo e nell’implementazione di semiconduttori e chip Ai ad alta efficienza energetica. Questi processori avanzati sono progettati per ottimizzare le prestazioni e ridurre significativamente il consumo energetico. Numerose aziende asiatiche produttrici di semiconduttori stanno sostenendo gli sforzi di efficienza energetica in questo settore».
Potrebbe fare degli esempi?
«Tsmc, il principale produttore mondiale di chip Ai avanzati, è all’avanguardia nel miglioramento dell’efficienza energetica nella produzione di semiconduttori. Il suo prossimo processo A14, basato su una tecnologia a 1,4 nanometri, dovrebbe garantire prestazioni superiori fino al 15% a parità di potenza o un consumo energetico inferiore fino al 30% a parità di velocità rispetto al precedente processo N2.2 Ci sono poi altre aziende del settore It che sono nella posizione di sostenere la transizione verso l’energia verde. Queste ultime possono aiutare le organizzazioni a ottimizzare l’uso delle risorse e ad accelerare l’adozione di pratiche sostenibili. Un esempio è Hcl Technologies, un’azienda indiana di servizi It, che consente ai clienti di integrare pratiche di sostenibilità nelle loro operazioni.questa società ha implementato soluzioni energetiche intelligenti che aiutano a ridurre l’impronta di carbonio e ha sviluppato piattaforme Esg per la conformità e il monitoraggio. Sebbene non appartengano al settore It, vale la pena notare che le imprese di hardware tecnologico forniscono componenti per i veicoli elettrici (Ev) e stanno svolgendo un ruolo significativo nella transizione verde in Asia. La regione sta assistendo a una rapida adozione della tecnologia Ev, guidata da un forte sostegno politico e dall’innovazione tecnologica».
In questo contesto, il settore dei servizi It indiano ha ancora un grande potenziale di crescita?
«L’India continua a mantenere una posizione competitiva nel panorama It globale, sostenuta da potenti fattori strutturali favorevoli. La crescente digitalizzazione delle imprese in tutto il mondo e l’aumento della domanda di soluzioni cloud, Ai e basate sui dati dovrebbero sostenere la crescita a lungo termine, in particolare per le aziende con profonde competenze digitali. Società leader come Hcl Technologies e Tcs sono all’avanguardia nella trasformazione digitale e nella sostenibilità per i clienti globali. Nel frattempo, strutture come Coforge stanno registrando una rapida crescita grazie alla specializzazione mirata in settori verticali ad alto valore aggiunto. Tuttavia, il settore deve affrontare sfide che potrebbero frenarne la traiettoria di crescita. L’aumento della concorrenza globale, l’inflazione dei costi del personale qualificato e le pressioni sulla valutazione richiedono alle aziende di innovare e differenziarsi continuamente».
È possibile che anche l’India diventi competitiva nel settore dell’hardware It?
«L’India ha un potenziale significativo per emergere come attore competitivo nel mercato globale dell’hardware It. Il Paese sta puntando attivamente su segmenti quali laptop, telefoni cellulari e infrastrutture di fascia alta come i data center. Le iniziative strategiche incentrate sulla sostituzione delle importazioni, l’integrazione a monte e la produzione ad alto margine stanno guadagnando slancio, in parte grazie alle aziende globali che cercano di diversificare le catene di approvvigionamento lontano dalla Cina. In particolare, l’India è l’unico altro Paese che ha dimensioni potenziali per eguagliare il volume di produzione della Cina. Tuttavia, è necessario affrontare diverse sfide. Il Paese non dispone di un ecosistema hardware completamente sviluppato e gran parte della sua attività attuale è concentrata nell’assemblaggio a basso margine. La concorrenza globale è intensa e sarà fondamentale costruire una base produttiva solida e integrata verticalmente».
Lo sviluppo tecnologico in Asia ha un impatto sui consumi interni? In quale modo(fintech ed e-commerce)?
«Sì, i progressi tecnologici nella fintech e nell’e-commerce in tutta l’Asia hanno avuto un profondo impatto sui consumi interni, ampliando l’accesso, migliorando l’efficienza e favorendo l’inclusione economica. Nella fintech indiana, innovazioni come l’Unified payments interface (Upi) hanno rivoluzionato i pagamenti digitali. L’Upi è diventata onnipresente, soprattutto tra le piccole imprese e i commercianti, riducendo i costi di transazione, migliorando il flusso di cassa e consentendo pagamenti peer-to-peer e commerciali senza soluzione di continuità. Ciò ha stimolato in modo significativo la spesa dei consumatori e sostenuto la crescita dell’economia informale. Nell’e-commerce, piattaforme come Shopee nel Sud-Est asiatico hanno ampliato l’accesso al mercato, sia per i consumatori, sia per i venditori. Queste ultime migliorano la convenienza, offrono prezzi competitivi e portano una vasta gamma di prodotti in aree precedentemente poco servite, alimentando i consumi in tutti i segmenti di reddito. Insieme, questi sviluppi non solo stimolano la domanda interna, ma contribuiscono anche a una più ampia crescita economica riducendo le inefficienze, aumentando l’inclusione finanziaria e responsabilizzando sia i consumatori, sia le piccole imprese».
1. Reuters agosto 2025
2. Manufacturing Digital aprile 2025


