Un mondo che non è lo stesso, ma neppure troppo diverso

Stéphane Vacher, Responsabile Comunicazione Private Gruppo Credem

Ciò che più mi ha colpito mettendo a confronto due periodi della nostra storia recente separati da mezzo secolo è quanto il mondo sia profondamente cambiato in molti aspetti… mantenendo, però, un filo conduttore narrativo che vede ancora attuali molti interrogativi che erano presenti 50 anni fa.

Siamo nel 1975: sta finendo la guerra del Vietnam e le relazioni internazionali sono dominate dall’equilibrio del terrore che si sta instaurando tra gli Stati Uniti e l’Urss, oggi defunta. Il conflitto tra Israele e Palestina rappresenta la principale minaccia alla pace in Medio Oriente e le tensioni sui prezzi delle materie prime (petrolio in primis) stanno per fare nascere uno choc inflazionistico che eroderà significativamente il potere di acquisto di molte famiglie occidentali. Gli Usa fanno “vedere i muscoli” al resto del mondo, anche tramite Rocky Balboa e Rambo. Vi ricorda qualcosa?

A distanza di 50 anni colpisce la similitudine di agenda tra noi e i figli degli anni ‘70. Ma per molti versi potremmo sembrare degli extraterrestri a uno di loro che si proiettasse nel futuro con una macchina del tempo. Vedrebbe un’umanità che passa più tempo con un giocattolo di plastica e vetro in mano che non con i propri cari e che aspira vapore profumato di fragola scavalcando monopattini elettrici. Che si dota di avatar per una vita parallela digitale o si fa operare al cuore a distanza da un chirurgo tailandese.

Altro che fine della storia, Mister Fukuyama. La storia è più che mai viva e il mondo sta evolvendo a una velocità probabilmente che non era stata vista prima. La popolazione del pianeta è più che raddoppiata in 50 anni, il modello occidentale delle democrazie rappresentative sta vacillando (anche in casa propria), le fonti di (dis)informazione si sono moltiplicate e le identità individuali, ieri molto legate ad appartenenze collettive (classe sociale della famiglia, confessione religiosa, ideologia politica), sono ormai frammentate e discontinue. L’unica certezza in un mondo che vacilla, è l‘incapacità della nostra vecchia Europa a uscire dall’impasse della “potenza incompiuta”, affermandosi come soggetto dotato di volontà politica e strategica univoca.

Anche per chi fa il nostro mestiere, gestire al meglio il risparmio delle famiglie italiane, il mondo è cambiato parecchio. Cinquanta anni fa nascevano le “private bank” (e tra le prime nate mi piace ricordare Banca Euromobiliare), i titoli di stato rendevano a doppia cifra, gli ordini di borsa si passavano manualmente tramite schede perforate e gli strumenti di risparmio gestito erano ancora fantascienza.

In questo quattordicesimo numero di Be Private faremo un viaggio in questi cinque decenni. Potrà venirci un po’ di nostalgia per le serate con una videocassetta noleggiata da Blockbuster, per i telefoni a quadrante rotante o per l’entusiasmo collettivo che regnava dopo 30 anni “gloriosi” di crescita e ottimismo. Ma, come sempre, questo magazine ha l’obiettivo di fare il punto su un mondo che cambia. Per capirne minacce e opportunità, ma soprattutto per farci venire alcuni dubbi, perché soltanto dal dubbio può nascere la consapevolezza che ci permetta di affrontare il contesto odierno con gli occhiali giusti.

Buona lettura a tutti!

P.S. Avviso ai naviganti: chi negli ultimi 50 anni ha avuto la saggezza e la pazienza di restare investito nei mercati ha visto 1$ investito nel 1975 trasformarsi nel 2025 in 240$ nell’azionario Usa, 144$ nell’azionario globale, 48$ nei Btp e 18$ nei titoli di stato globali. A buon intenditore!

About Author /

Responsabile Comunicazione Private Gruppo CREDEM

Start typing and press Enter to search