Una ragazza che rappresenta l’India di domani

stephane

Stéphane Vacher, Responsabile Comunicazione Private Gruppo Credem

Nel corso di uno dei miei primi viaggi in India mi è successo un episodio dal quale sono rimasto profondamente colpito, anche ad anni di distanza. Siamo a Madurai, città dello stato meridionale del Tamil Nadu e famosa per il tempio Meenakshi dedicato a Shiva. È un luogo incredibile disteso su più di 6 ettari e contiene 33 mila sculture e più di 30 milioni di incisioni; ci vivono stabilmente diverse migliaia di indiani. Al termine della visita, entro in  un piccolo negozio di tessuti, intenzionato a comprare qualche sari e magari un po’ di stoffe con le quali coprire dei cuscini al mio rientro il Italia. Il titolare del negozio parla pochissimo inglese e la trattativa si preannuncia in salita. Per fortuna, una sua figlia adolescente si intromette nei nostri goffi scambi in un inglese ricco e limpido. Risponde a ogni mio quesito e chiudiamo l’affare in pochi minuti.

Positivamente colpito dalla conoscenza linguistica  della mia giovane interlocutrice, mi complimento vivamente, aggiungendo che i suoi insegnanti saranno stati molto soddisfatti di lei e i suoi genitori molto orgogliosi di avere una figlia così studiosa e preparata. Lei replica (sempre in un inglese impeccabile che traduco): «I miei genitori, tra i miei fratelli e sorelle, hanno scelto me da mandare a scuola. Perciò, nelle lezioni, mi impegno molto. Studio un po’ anche per loro».

Nella risposta di questa ragazzina indiana trovo siano riassunte molte delle tensioni e dei contrasti dell’India attuale, senz’altro tuttora afflitta da diseguaglianze molto pesanti, ma con una profonda aspirazione al cambiamento e alla modernità. In un tentativo tutto suo di conciliare radici storiche, culturali e religiose molto forti e sfide della modernità, l’India rappresenta un caso unico nel panorama odierno delle nazioni. Le gerarchie sociali delle caste rimangono molto vive, MA l’attuale premier è figlio di una famiglia molto modesta. Il nazionalismo è tuttora al centro della politica indiana, MA il Paese non rinuncia a giocare un ruolo da pivot tra superpotenze occidentali, Cina e Grande sud del mondo. L’economia soffre ancora di una macchina burocratica molto forte e di una corruzione importante, MA il governo è riuscito a eliminare dalla sera al mattino una parte significativa del contante in circolazione. E quante apparenti contraddizioni ancora…

Siamo voluti partire dai contrasti per aprire questo numero di Be Private e cercare di restituire una fotografia fedele e variegata di una nazione che può vantare molti record: basta pensare che stiamo parlando della democrazia più popolosa al mondo, in procinto di superare il Giappone in termini di prodotto interno lordo (tra non molto anche la Germania), e che “sforna” OGNI MESE un milione di nuovi lavoratori che saranno i consumatori e gli investitori di domani.

Siamo convinti che l’India rappresenta una straordinaria opportunità strategica di investimento. Ma siamo altresì consapevoli di quanto sia un azzardo farlo senza la guida di un professionista in grado di capire il veicolo più adatto per evitare i molti rischi di un mercato ancora troppo poco trasparente.

Speriamo che la lettura di questo Be Private vi sorprenda, vi diverta e soprattutto vi incuriosisca, facendovi venire la voglia di fare una chiacchierata sul tema con il vostro private banker.

Buona lettura a tutti!

P.s.: se uno di voi andrà nella città tempio di Madurai, mi raccomando che faccia visita al negozio di tessuti e mi saluti quel papà indiano che fece una così difficile scelta!

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Responsabile Comunicazione Private Gruppo CREDEM

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